venerdì 16 ottobre 2009

città accessibili?

Da Il Tirreno del 16-10-2009 riporto la lettera di Edmondo che ci deve far riflettere sull'accessibilità delle nostre città anche perchè rendere 'accessibile' un ambiente per qualcuno significa renderlo più ospitale per tutti.
Ed è necessario educare tutti i cittadini alla cultura dell'accessibilità e del rispetto perchè è inutile costruire scivoli, pedane o altre strutture di supporto quando non si educa al rispetto delle regole e quando non si sanziona chi tali regole le infrange (chi parcheggia le auto dove non dovrebbe o chi non rende accessibili i propri negozi per esempio).

Io, paraplegico, umiliato dall'indifferenza e dal mancato controllo

VIAREGGIO - Dal 2000 sono paraplegico, per muovermi devo usare una carrozzina. Questa lettera è per denunciare il mio disagio nel muovermi in Viareggio, ma non solo; in tutta Italia si trovano barriere architettoniche.
La mia rabbia è dovuta al mancato controllo di chi deve far rispettare le leggi. Primo responsabile è il sindaco.
Dal 1989 esiste una legge, che obbliga a tutti di provvedere ad abbattere le barriere architettoniche, ma a me non risulta.
Questo vuol dire, che chi doveva effettuare controlli non se ne è occupato. Voglio far chiarezza e far capire che chi come me, si sente umiliato, un cittadino di serie Q. Un esempio: hanno fatto un ascensore all’ospedale Versilia. Per prendere l’ascensore “quando funziona”, la porta è a molla; ma se devo entrare e contemporaneamente devo spingermi, come posso farlo?
O apro la porta, o spingo; mi ci vorrebbe un terzo braccio per aprirla ed entrare.
Passiamo ad altro punto. Mi piacerebbe sapere chi ha realizzato le rampe dei parcheggi in passeggiata, a Viareggio.
Quale criterio ha usato per dare inclinazione e se aveva notato che sulla rampa c’è un piccolo gradino, dove io mi posso ribaltare. I portatori di handicap non sono tutti uguali, perché c’è chi ha le stampelle, chi è in carrozzina. La domanda che mi tormenta è, perché i lavori che si realizzano per i disabili non vengono testati da chi conosce veramente il problema? Chi meglio di un disabile può valutare se il lavoro è stato fatto in maniera adeguata?
I Comuni dove mi muovo sono in Versilia e, pochissimi sono a norma. In passeggiata il 98% non hanno accessi per i disabili, eppure sono stati ristrutturati dopo il 1989. Come mai non sono adeguati per i disabili? Perché chi doveva far applicare la legge non lo ha fatto?
Quello che dico mi fa molto male. Una parte d’Italia è composta di furboni, che si riempiono le tasche di soldi del cittadino. Credo non ci sia più la coscienza del l’uomo, basta vedere il disastro successo qualche mese fa. L’Italia è fatta così, si deve attendere il disastro prima di intervenire. Se decido di uscire e andare in un locale, devo prima valutare diversi fattori; se posso entrare senza aiuti, se il tavolo è sufficientemente alto per mettervi le gambe sotto. Praticamente ho una mappa dove posso e dove non posso... e questa lista è molto corta, troppo corta.
Mi si dice che dovrei avere una vita normale, socializzare e magari avere una donna, perché no. Io dico sì mi piacerebbe poter uscire e muovermi liberamente, ma non mi è concesso, visto che non posso entrare nella stragrande parte dei locali. Immaginate come si possa sentire un uomo, o donna se per entrare in un locare si viene fatti entrare come un pacco da un corriere.
Mi piacerebbe poter uscire e invitare una donna in un locale; ma non posso farlo, visto che non mi si dà questa opportunità.
Perché mi devo sentire inferiore agli altri, avere delle limitazioni nel muovermi? Tanto non credo che possa cambiare qualcosa. Nel frattempo, mi offro volontario per testare i lavori per i disabili, se interessa mi farebbe piacere rendermi utile.

Edmondo

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